sabato 3 giugno 2017

Il nostro candidato consigliere a Portici: Fortuna Iannone



I Meridionalisti Democratici sono
quotidianamente impegnati per la rinascita
ed il rilancio materiale culturale e morale del
Meridione, attraverso la valorizzazione delle
Nostre risorse umane e naturali.

L’azione politica è ispirata alla
democrazia partecipata


la storia insegna …………. il futuro lo costruiamo noi

--Arch. Fortuna Iannone, candidata dei Meridionalisti Democratici a Portici nella lista civica "Una Scelta Condivisa" con Salvatore Iacomino sindaco,

I programmi elettorali somigliano, nel migliore dei casi, ad un libro dei sogni. Nel peggiore, purtroppo, sono il frutto di un copia/incolla.

Il nostro primo impegno, al contrario, è quello di essere molto chiari e diretti verso gli elettori ed i cittadini porticesi.

Se è vero che Portici ha subito una devastazione territoriale ai tempi della speculazione edilizia è altrettanto vero che dopo circa 50 anni della città "vecchia" è rimasto non solo il ricordo ma anche una consistente realtà sia in termini di assetto urbano, sia di presenza culturale e sociale, che fanno del nostro territorio un interessante caso di potenziale sperimentazione di un'idea nuova di città.
Questo, però, sarà possibile solo ed esclusivamente se gli elettori sapranno dire di NO alla guerra per bande al seguito di leader autoreferenziati che hanno costretto Portici a subire anni di malgoverno con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

CHE FARE?

Sostituire l'attuale politica dell'intervento per parti, tipica della visione del potere colonizzatore, con la pratica politica identitaria che parte dal fabbisogno della città intera per:

  • Garantire il recupero della propria identità ristabilendo equilibrio e continuità
  • Eliminare l'odioso dualismo fra "centro" e "periferia"
  • Definire le priorità di intervento
  • Delineare le linee guida degli interventi secondo gli indirizzi necessari per accedere ai fondi europei
  • Mettere in sicurezza l'intero territorio cittadino
  • Recuperare e rivalutare il patrimonio artistico e culturale
  • Riqualificare e rigenerare antichi manufatti urbani che da antiche eccellenze sono state degradate a ruderi
  • Reintegrare la città storica con quella figlia della speculazione attraverso un approccio scientifico innovativo
  • Migliorare i servizi rendendo pubblici quelli essenziali in particolare la gestione dell'acqua, togliendo alla GORI il monopolio privato ed applicando la legge scaturita dal referendum
  • Rifunzionalizzare il trasporto pubblico, individuando aree strategiche di smistamento, che riescano a coprire il fabbisogno dell'intero territorio cittadino.
  • Programmare interventi mirati per il benessere dei cittadini a seconda delle fasce di età.


COME FARLO ?

Il nostro impegno è quello di preparare una lista elettorale formata da candidati che rispondano a 2 criteri: ONESTA’ e COMPETENZA.


CON CHI FARLO ?

I giochini di potere vecchi o nuovi NON CI INTERESSANO.
Non abbiamo preclusioni "ideologiche" ma ci siederemo al tavolo della discussione solo con chi è realmente interessato al bene comune, altrimenti andremo da soli.


 "LA STORIA INSEGNA………… IL FUTURO LO COSTRUIAMO NOI"

Il logo della lista civica
"Una Scelta Condivisa"
con Iacomino Sindaco

Meridionalisti Democratici


Perché ………non è possibile ben Amministrare ciò che non si conosce, perché ………"far ripartire", "far rinascere", "ribellarsi" non sono condizioni accettabili per una città che mai ……. avrebbe meritato di fermarsi.

Meridionalisti Democratici perché:

Uno degli obiettivi fondamentali è quello di ambire al raggiungimento di quell'"idea di città" che sarà in grado di restituire dignità e vivibilità ai luoghi del nostro vivere quotidiano.

Si ipotizza di sostituire l'attuale modo di intervenire sui nostri territori, basato su un idea di "città per parti", con un cambiamento di tendenza, che partendo dal considerare la "città intera", spinga ad operare in funzione del suo reale fabbisogno, elemento indispensabile e fondamentale per poter delineare una politica che:
  • Stabilisca la priorità del riuso di aree e manufatti dismessi,
  • Definisca le generali priorità di intervento,
  • Tenda ad individuare una progettualità da utilizzare all'occorrenza e in tempi utili per non perdere eventuali fondi europei.
  • Possa ristabilire fra le parti, equilibrio, continuità e recupero della propria identità
  • Possa lenire le differenze tra centri cittadini e periferie urbane fino al graduale annullamento del concetto stesso di periferia, ormai obsoleto, soprattutto per le città di media e piccola estensione.


Questo nuovo modo di operare basato su un agire con metodo, pone il suo fondamento sulla necessità di dotarsi di uno Strumento di Analisi che consenta di predeterminare strategie per individuare e finalmente avviare adempimenti finalizzati a:
  • Messa in Sicurezza Generale del Territorio,
  • Recupero e Rivalutazione del Patrimonio Culturale,
  • Riqualificazione e Rigenerazione Urbana di Manufatti e Aree, sia di Eccellenza che di Qualità Ambientale
  • Reintegro di interventi pregressi ormai consolidati, anche di natura speculativa, che al fine del ripristino dell'equilibrio della città intera, non dovranno più essere ignorati.

In questa direzione una delle principali priorità dell'Amministrazione Locale, dovrebbe essere quella di adoperarsi affinché si provveda ad eliminare il degrado dilagante in cui versano sia  Aree che Fabbricati Pubblici e Privati, quello che, in sostanza, rappresenta il "circostante" di un territorio cittadino, al fine di restituire dignità e decoro architettonico, nel nostro caso specifico, alla città Portici, che, in tal caso, avviandosi verso la possibile risoluzione delle criticità evidenti, potrebbe identificarsi come "Modello di Riferimento" per la graduale riduzione delle criticità di tutta l'Area Metropolitana di Napoli, della Città di Napoli e di tutta l'Area Vesuviana, contribuendo, alla risoluzione delle criticità delle Città in generale.

A tal proposito, volendo prendere ad esempio proprio la città di Napoli, è lecito affermare che l'eccellenza costituita dalle Stazioni dell'Arte, se non inserita in interventi più strutturati per il territorio circostante, non sarà in grado di far emergere lo splendore delle bellezze che conserva il territorio e le stesse Stazioni dell'Arte potrebbero subirne le conseguenze, restandone offuscate di riflesso.

…….. tutte queste considerazioni dovrebbero ruotare intorno alla convinzione che non è possibile ben Amministrare ciò che non si Conosce, ma, soprattutto, su un unico e solo dato ormai scontato: l'operato di una "Buona Amministrazione" è destinata a riflettersi nel bene e nel male su quello che, generalmente, riesce a realizzare sul territorio!!!!......

Quello che resta da dire, è che "una serie di coincidenze coincidenti" ci ha fatto ritrovare qui.... a decidere di doverci mettere la faccia per cercare di raggiungere lo scopo..... qui……. in un momento tanto particolare di questa Società Civile, praticamente allo sbando, dove quello che dovrebbe emergere è un doversi attivare, senza permettersi più il lusso di sbagliare, come necessità che impone, in qualche modo, anche di mettere da parte, le proprie radicate ideologie, soprattutto perché un’evidenza dei fatti ci conferma che stiamo vivendo una condizione dove tutto non deve più essere visto come problema politico, inteso nel senso "affaristico" del termine, ma, piuttosto, come questione di civiltà.

Grazie!

Fortuna Iannone









sabato 25 febbraio 2017

Tesseramento 2017


Lotta con noi per il rilancio e il riscatto del Sud!

Iscriviti al nostro movimento compilando il modulo on line al seguente link:
Modulo iscrizione Meridionalisti Democratici 2017



giovedì 23 febbraio 2017

Promuoviamo l'esistenza di TERRE DI FRONTIERA


Terre di frontiera è un periodico indipendente, sfogliabile su PC, smartphone e tablet.

Per terre di frontiera si intendono tutti quei territori del Sud Italia isolati dal punto di vista informativo. Delle zone franche delimitate da muri e fili spinati immateriali innalzati da un processo di colonizzazione energetica, industriale e post industriale dalla metà degli anni Cinquanta ad oggi.
 

Terre di frontiera ha l’obiettivo di raccontare con inchieste, reportage, approfondimenti, indagini socio-politiche, analisi socio-ambientali e‘ rappresentazioni culturali’ la vita di comunità che quotidianamente prende forma nel bacino del Mediterraneo, partendo da storie personali.
 

Terre di frontiera è fatto da giornalisti, docenti, tecnici, intellettuali, attivisti e scrittori.
 

Terre di frontiera è edito dall’Associazione Culturale Ossopensante.

Aggiungiamo che questo periodico, che giudichiamo di ottimo livello dopo oltre un anno di lettura , è pensato e curato da Pietro Dommarco , lucano scrittore del libro, tra gli altri, " Trivelle d'Italia ", che alla sua uscita tirò via il sudario sotto cui era nascosta la realtà dei pozzi di petrolio italiani. Consigliamo l'associazione, a bassissimo costo, ad Ossopensante per una informazione " VERA " e per sostenere una realtà Indipendente del Sud !!

Alessandro Citarella

mercoledì 22 febbraio 2017

Comunicato stampa del Coordinamento Nazionale NoTriv, di cui Meridem fa parte

Pubblichiamo integralmente il comunicato stampa del Coordinamento Nazionale NoTriv , di cui facciamo parte , in difesa dei nostri territor

147 ASSOCIAZIONI E COMITATI PRESENTANO ALLE REGIONI PROPOSTA DI LEGGE PER REINTRODURRE IL “PIANO DELLE AREE”



Oltre 140 associazioni e comitati, ed altrettante personalità della cultura, della politica e delle scienze hanno inviato ai Presidenti delle Assemblee Legislative e delle Giunte di Regioni e Provincie Autonome una proposta di legge che mira a reintrodurre il “Piano delle Aree”, abrogato poco più di un anno fa con la Legge di Stabilità 2016.
 

L'obiettivo è stabilire una volta per tutte, nell'attesa che si compia definitivamente la transizione energetica, quali aree del territorio nazionale debbano essere escluse dall'esercizio delle attività “petrolifere” e che a decidere siano anche le Regioni e le comunità locali, il cui ruolo politico è uscito notevolmente rafforzato dal Referendum del 4 dicembre.
 

Questo punto figura tra le priorità indicate nel documento programmatico “Per una nuova Strategia Energetica Nazionale senza Gas e senza Petrolio” che il Coordinamento Nazionale No Triv presenterà al Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri quale contributo alla formulazione della Strategia Energetica Nazionale per la Green Community.
 

La proposta di legge per la reintroduzione del “Piano delle Aree” verrà illustrata in una conferenza stampa che si terrà a giorni presso la Camera dei Deputati.
 

Roma, 20 febbraio 2017
Coordinamento Nazionale No Triv


Depuratore di Cuma: via ai lavori finalmente !


Un altro importante tassello del programma elettorale delle ultime elezioni regionali, a cui abbiamo lavorato anche noi, comincia a materializzarsi.
Questo depuratore serve a 800mila abitanti. La Regione Campania investe qui 50 milioni di euro per i lavori e 100 milioni per la gestione nell'ambito di un intervento complessivo sui depuratori di mezzo miliardo di euro. La conclusione dei lavori è prevista entro 13 mesi. Per l’estate del 2018 dovrebbe esserci la piena balneabilità del mare. Entro marzo la Regione consegnerà alle imprese gli impianti di Napoli Nord e dei Regi Lagni e ad aprile quelli di Acerra e Marcianise. Questo il crono-programma previsto.
La Regione ha definito le priorità di intervento per questa area insieme ai Sindaci. E' stata identificata dai Sindaci e dalla Regione la necessità di una nuova rete viaria che colleghi il litorale Fegreo-Domitio con l'autostrada A1 ed una riqualificazione urbanistica che si dovrà estendere su tutta la zona costiera. Tutto questo finirà all’interno di un "masterplan" che la Regione Campania realizzerà assieme ai sindaci dei comuni del comprensorio.
La Regione ha inaugurato questo nuovo metodo di lavoro che prevede incontri con gli amministratori almeno una volta al mese. Questo porterà ad investimenti per circa 700 milioni di euro investiti per la viabilità e con la piena condivisione per quanto riguarda le politiche delle infrastrutture. Tra i progetti che andranno a comporre il masterplan,ci sono gli assi di collegamento tra il litorale e l'autostrada A1, soprattutto con la bretella di Sessa Aurunca.
Nei prossimi due mesi la Regione lavorerà al piano e alla legge urbanistica, con l'attenzione rivolta al tema dell'abusivismo.
Queste le risultanze dell'ultimo incontro tra De Luca ( per la Regione Campania ) ed i Sindaci del comprensorio territoriale della fascia costiera e del relativo hinterland.
Il ritardo nell'avviamento dei lavori è dipeso dall'interminabile tempo che il Ministero delle Infrastrutture ha impiegato a muoversi.


Coordinamento politico dei Meridionalisti Democratici

martedì 21 febbraio 2017

No Triv - Valle di Diano

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, mantiene la promessa che ci fece il 22 ottobre 2014 a Caserta di bloccare qualsiasi trivellazione petrolifera nella Valle di Diano. Confermò il suo impegno in pubblico il 25 marzo 2015, in piena campagna elettorale. Il 22 dicembre 2016, la Shell è tornata all'attacco chiedendo al Governo l'autorizzazione per iniziare la ricerca. Oggi, l'annuncio della ferma opposizione della Giunta Regionale della Campania. Nel filmato, il TG3 della Campania delle 14:00 del 19 febbraio 2017. Alla fine del video, la nostra locandina dello scorso dicembre dove chiedevamo al Governatore di rispettare gli impegni elettorali. Oggi, manifestiamo la nostra soddisfazione al Governatore, alla Giunta, al Consiglio Regionale, ai sindaci della Valle e a tutti i militanti di tutte le associazioni e di tutti i movimenti che si sono battuti contro le trivelle!
Gurda il video del TG3 Campania:
https://www.facebook.com/MeridionalistiDemocratici/videos/1252181714818362/https://www.facebook.com/MeridionalistiDemocratici/videos/1252181714818362/

22 gennaio 1799: Quando i napoletani morirono per difendere la Capitale dall’invasore francese

Il tradimento dei giacobini napoletani causò la morte nel 1799 di migliaia di napoletani, i cosiddetti lazzari. La storiografica ufficiale celebra i traditori, chiamandoli patrioti, e dimentica le migliaia di vittime fra i “popolani”. Infatti, a Napoli, sulla facciata del Municipio c’è ancora la lapide posta dall’Italia fascista e savoiarda per commemorare i cosiddetti patrioti giacobini...

Il 20 gennaio 1799, 46 giacobini, entrati «sotto vari pretesti e finti nomi» (Cuoco) all'interno di Castel S. Elmo al Vomero, issarono la bandiera francese inviando all'esercito transalpino che assediava Napoli, un emissario col consiglio di puntare verso Capodimonte, per conquistare più facilmente la città.
Il 22 gennaio l'esercito francese tentava l'occupazione di Napoli da vari punti, ma davanti gli si parò un popolo fiero, che anche se male armato, disorganizzato, in preda all'anarchia si batté con disperato eroismo, tanto da suscitare ammirazione da parte degli stessi alti ufficiali francesi.
Solo il tradimento dei giacobini che da Castel S. Elmo cannoneggiarono alle spalle il popolo napoletano che si difendeva, poté piegare la resistenza della città «meno avvilita dai francesi che indispettita contro coloro ch'essa considerava - non senza giusta causa - traditori» (Cuoco).
 
La retorica ufficiale (di origine crociana) celebra i nemici di Napoli e del popolo napoletano.
Giudicate voi.
Purtroppo manca ancora, secondo me, una narrazione storica rigorosa, seria ed equanime.
La retorica bolsa dei buoni-contro-cattivi, delle vecchie categorie crociane, è ancora padrona assoluta dello Stato e della sua autocelebrazione.
Io posso solo suggerire un sano ripasso di storia. 
 
 
Jean-Jacques-François Taurel (1757-1832), Entrée de l'armée française commandée par le général Championnet à Naples, 1799. Ora a Versailles. Il quadro rappresenta la battaglia presso l'antico castello del Carmine.

lunedì 20 febbraio 2017

Pasquale Squitieri, uomo del Sud. Ti ringraziamo di cuore!

Pasquale Squitieri, uomo del Sud e profondamente legato alla ricostruzione della verità per fatti ed immagini, ha tracciato con incommensurabile bellezza la storia del brigantaggio, ovvero della Resistenza dei Popoli del Regno delle Due Sicilie all'invasore piemontese che si "inventò una unità di Italia". Squitieri ha tradotto in immagini la storia di una Resistenza indomita che oggi è viva più che mai, nel segno e riscatto del "Sud", anche grazie a quanto ci ha insegnato con le sue produzioni cinematografiche.
Tutti Noi Meridionalisti ti salutiamo con grande stima ed affetto.
 Ti ringraziamo di cuore!

Nicola Olivieri
Ufficio di Presidenza dei Meridionalisti Democratici

giovedì 16 febbraio 2017

L’aeroporto di Salerno deve “decollare”

Il potenziamento dell’aeroporto di Salerno è fondamentale per lo sviluppo del turismo in Campania

La Campania ha da sempre una forte vocazione turistica grazie alle bellezze che la caratterizzano, siano esse naturali che architettoniche, ma in rapporto alla popolazione e dal bacino di influenza rivela una forte carenza di infrastrutture aeroportuali.
 
In termini di accessibilità e tempi soltanto l’aeroporto di Salerno è in grado di soddisfare in modo efficiente la domanda di trasporto aereo in outgoing per i comuni della provincia di Salerno verso destinazioni internazionali. In incoming è invece strategico per i passeggeri che intendono raggiungere prestigiose mete come Paestum, Velia e la Certosa di Padula, inseriti a pieno titolo nel patrimonio UNESCO e al Cilento, dotato di eccellenze naturalistiche, archeologiche ed enogastronomiche. Tali effetti sono estendibili anche ai comuni delle Province di Avellino e di Benevento, oltre che di Potenza (che dista circa 20 minuti dal confine della provincia).
In sintesi, per i territori citati si riscontrano:
  • Migliore accessibilità;
  • Stimolo alla crescita territoriale, sociale ed economica;
  • Miglioramento della fruizione dei servizi di emergenza e protezione civile;
  • Decongestionamento e supporto dell’aeroporto di Napoli.
Ma lo scalo, situato tra i comuni di Bellizzi e Pontecagnano Faiano, a 21 km da Salerno, non è tra gli aeroporti certificati ENAC ed è utilizzato solo per aviazione generale, non essendovi presenti voli di linea.
Nel 2007, l'aeroporto è stato adeguato per sviluppare il traffico civile su larga scala, con quattro banchi check-in, due aree di imbarco, nastri bagagli e sale d'aspetto. La pista, che dispone del sistema radiofaro VOR, di radioassistenza VDF e di un sistema luci e apparecchiature per semplificare le manovre di atterraggio, è stata allungata per un totale di 1.654 metri e se ne prevede l’allungamento fino a 2.400 per consentire l’atterraggio di aeromobili di maggiore stazza utilizzati dalle maggiori compagnie aeree low cost che hanno manifestato grande interesse per operare nello scalo per effetto di una intelligente politica di sviluppo internazionale dei regional airport.
Tracciando una breve cronistoria dello scalo occorre ricordare come i voli di linea sono iniziati nel 2008, con la compagnia OrionAir che ha operato dal 2 agosto 2008 al 18 dicembre 2008 (Milano, Barcellona e Bucarest), seguita dal 27 luglio 2009 al 7 maggio 2010 dalla compagnia Air Dolomiti (Verona). Dal 1º dicembre 2010 al 23 marzo 2012 ha poi operato la compagnia Alitalia (Milano e Roma). Da giugno a ottobre 2012 hanno operato le compagnie Skybridge AirOps, Air Dolomiti, Danube Wings (Milano, Catania, Olbia, Verona e Monaco di Baviera).
Con Decreto 17 settembre 2015, n. 201 - recante “l'individuazione degli aeroporti di interesse nazionale, a norma dell'articolo 698 del codice della navigazione”, Salerno è stato confermato nel Piano Nazionale Aeroporti tra gli scali di interesse nazionale con un ruolo di complementarietà per decongestionare il traffico di Napoli, considerati i limiti di saturazione del medesimo ed in previsione dell’aumento dei volumi di traffico nei prossimi anni, per operare voli charter, leisure, il low cost e il cargo, sulla base di interventi di adeguamento e allungamento della pista e anche di azioni di integrazione con lo scalo partenopeo.
Le peculiarità dello scalo, in base agli studi effettuati, sono senza dubbio la competitività, complementarietà e non ridondanza nell'ottica di un sistema multi-aeroportuale, in cui gli scali di Napoli e Salerno non devono assolutamente essere in competizione, ma complementari rispetto alle esigenze dei residenti dell’intero territorio campano, per cui non è peregrina, per ottimizzare la sinergia tra due aeroporti, così vicini tra loro, l’ipotesi di un gestore unico sul modello degli altri sistemi aeroportuali.
Sono positivi i numeri riscontrati nel traffico charteristico nell'estate appena trascorsa. L’aeroporto di Salerno è risultato “alternativo” in un’ottica di spartizione del traffico di fronte ad una domanda interregionale di trasporto aereo.
Dopo la recente riforma portuale, che ha istituito l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, è giunta l’ora di ipotizzare un Sistema Aeroportuale Campano, per cui si rende necessario che le due infrastrutture siano potenziate (allungamento della pista dell’aeroporto, e dragaggi per il porto). Se si apporteranno tali migliorie potremmo finalmente parlare di rete infrastrutturale “sociale” con positive ricadute economiche sul territorio e conseguente miglioramento della qualità della vita.
Alla luce di quanto asserito non vi è nessuna concorrenza con Napoli stante le sostanziali differenze strategiche ed infrastrutturali tra i due scali che potranno in futuro lavorare in regime di complementarietà.
Di recente il CdA della società di gestione ha approvato il progetto definitivo del completamento infrastrutturale contenente il potenziamento e l'allungamento della pista nonché l'acquisizione delle aree necessarie al progressivo ampliamento a 2.400 m. Il quadro economico complessivo delle opere è pari ad € 40 milioni (derivanti dal c.d. «Sblocca Italia»).
Il progetto è attualmente sottoposto all'attività di verifica prescritta dalla vigente normativa e successivamente all'approvazione di ENAC. Il CdA ha, infine, disposto la presentazione dello Studio di Impatto Ambientale al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Per la concessione totale dell’intero sedime aeroportuale si è in attesa dell’agognata firma del Ministero dell’Economia e delle Finanze che deve esprimere parere vincolante.
Dopo questa fase di start –up è tempo ormai che si proceda ad un nuovo bando internazionale di privatizzazione delle quote consortili in maniera tale da restare nel Piano Nazionale Aeroporti e far diventare lo scalo un’impresa in grado di produrre utili affidando la gestione a chi ha il know-how per svilupparne in modo definitivo le potenzialità senza alterare gli equilibri con lo scalo partenopeo in un’ottica di crescita esponenziale dell’offerta di trasporto aereo in Campania.
l’Avv. Anna Ferrazzano è stata nominata, su indicazione del Comune di Salerno e dopo il via libera anche di Camera di Commercio di Salerno e della Regione Campania, nuovo Presidente del Consorzio Aeroporto di Salerno, ente che supporta le scelte di indirizzo della società di gestione. La nomina della Ferrazzano è stata formalizzata lo scorso 30 dicembre. Certamente il percorso che l’avv. Ferrazzano dovrà affrontare per contribuire alla realizzazione degli obiettivi industriali dello scalo salernitano e renderlo competitivo non è dei più semplici e ne siamo consapevoli. Per questo motivo i Meridionalisti Democratici--Federalisti europei augurano al nuovo presidente Anna Ferrazzano e al suo staff buon lavoro, con la speranza di vedere presto i frutti dell’impegno profuso per il bene di Salerno e un aeroporto che possa finalmente “decollare” pienamente.
--i Meridionalisti Democratici di Salerno
 

lunedì 13 febbraio 2017

13 FEBBRAIO 1861, Gli ultimi giorni di Gaeta

13 FEBBRAIO 1861
Erano le tre del pomeriggio e la tempesta di fuoco non smetteva. Che si aspettava a dichiarare la resa? Sapevano tutti che era questione di minuti. Le cannonate piemontesi continuavano e loro potevano fare ben poco, dietro i malandati e ormai inutili ripari della batteria. Erano le tre del pomeriggio, quando partì un micidiale proiettile da un cannone da 40 della batteria 3 del "Lombone". Centrò in pieno un muro ormai traballante della "batteria Transilvania". Una violenta esplosione investì l'intera area. Un rombo fragoroso assordò l'intero golfo, il suolo tremò. Cominciò la solita pioggia a mare di macerie, un alto fungo nero di fumo invase il cielo. Piovvero ovunque pietre, pulviscolo, pezzi di ferro. Distruzione. Ancora morte. La "Transilvania" venne cancellata.
(Gigi Di Fiore, Gli ultimi giorni di Gaeta, Rizzoli 2010- Best BUR Rizzoli 2012)


sabato 11 febbraio 2017

Meridionalisti Democratici a Gaeta

I Meridionalisti Democratici hanno partecipato oggi, 11 febbraio 2017, alla "Giornata della Memoria per le Vittime Duosiciliane" organizzata dal Movimento Neoborbonico a Gaeta per ricordare tutti i nostri connazionali uccisi durante l'annessione a mano armata del Sud ad opera dell'esercito dei Savoia. 



Durante l'evento si è svolta la cerimonia per la posa dei primi "mattoni" del monumento per ricordare le stragi contro il popolo delle Due Sicilie per mano dei Savoia.
Anche in Italia, un genocidio ipocritamente non riconosciuto.

giovedì 1 dicembre 2016

L’inutile referendum costituzionale per il Sud


Il 4 dicembre prossimo si voterà un referendum che dovrebbe cambiare alcuni articoli della carta costituzionale italiana.
Diciamo chiaramente che non ci piace stare in compagnia di guelfi o ghibellini, infatti siamo stati lontani dai due comitati referendari poiché da una parte e dall’altra degli schieramenti sono presenti personaggi e soggetti politici davvero inguardabili o inqualificabili, specialmente per quanto riguarda le politiche che hanno adottato contro il Sud. 
 
In realtà, qualche miglioramento a livello funzionale è contenuto nella proposta di cambiamento costituzionale, ma dall’altra parte questi viaggiano assieme a alcuni netti peggioramenti per chi rappresenta la società civile o, soprattutto, per movimenti politici piccoli e indipendenti, ma organizzati ed in crescita, specialmente quelli legati al territorio, come nel nostro caso. Ci costringono, quindi, a “bere o ad affogare”, come è diventata la procedura decisionale italiana degli ultimi anni.
 
Questa volta, in perfetta linea con il concetto del “bastone e della carota”, si lega il risultato referendario all'erogazione dei fondi pubblici, a secondo del volere del premier. Quei soldi dovrebbero essere già dei territori, dei cittadini che pagano le tasse, senza alcuna necessità di “Patti per Napoli” o “Patti per il Sud”, senza creare strani rapporti fra il Premier e i Governatori “amici”, disposti poi a fare da “distributori” dei fondi.
 
Nel frattempo, mentre siamo distratti dal referendum, su un binario separato, il sistema elettorale è stato stravolto, in linea con il desiderio dei maggiori partiti nazionali, che vorrebbero un sistema bipolare, con due partiti, al massimo con una terza scelta, la quale potrebbe sostituire una dei due se dovesse diminuire la propria influenza elettorale, rendendo inutile qualsiasi altra proposta.
 
Il referendum costituzionale arriva dopo che abbiamo subito diversi governi caratterizzati dalla politica liberista, partendo da Berlusconi, passando per Monti, per arrivare a quello attuale di Renzi, e non sappiamo cosa avremo più avanti, intanto lo stato sociale continua ad essere sgretolato. I fatti sono questi, e per il Sud, nulla. Le politiche sociali e quelle dei diritti sono state portate quasi a livello di mance e opere di carità, il diritto lascia il posto ai profitti, l’interesse della collettività passa in subordine, dopo quelli dei potenti gruppi finanziari, anche stranieri, che ficcano il naso indisturbati, e sempre di più, negli affari del voto italiano, con la condiscendenza dei “leader” politici.
 
Avremmo voluto vedere l'allineamento degli “stipendi” dei parlamentari al livello medio europeo dei paesi più ricchi, e di conseguenza almeno di dimezzarli, assieme al taglio netto e drastico delle “indennità”, vergognosamente diseguali rispetto al cittadino che paga le spese.
 
Il Senato per noi va abolito del tutto utilizzando al suo posto una branca della corte costituzionale per verificare, in modo indipendente ed in tempi ristretti, che le leggi promulgate siano valide.
 
Per il Sud, ci saremmo aspettati una proposta onesta, come ad esempio la costituzione di un organismo macro-regionale che deliberasse, con un calendario ed un crono-programma, sorvegliati dallo stato centrale, quanto occorre a riportare nella media italiana disoccupazione, tasse, infrastrutture, reddito, emigrazione, istruzione e quant’altro ci occorra. Cioè, tutte quelle cose che lo stato centrale ha disatteso, volontariamente prima, e a causa del “libero mercato” oggi, alternando il centralismo statale al federalismo di vantaggio per il nord.

Per metodo scelto dal governo Renzi, per il contenuto di alcune proposte di modifica della Costituzione, per la mancanza di qualsiasi proposta che rafforzasse il terzo articolo della Costituzione per ridurre la disuguaglianza territoriale, quella che affligge il Sud fin dall'occupazione avvenuta nel 1861, contro l'Italia delle due velocità, indichiamo di votare no, pur turandoci il naso per la cattiva compagnia.

Alessandro Citarella 
Coordinatore campano dei Meridionalisti Democratici